NEAMWave26 Figura 1 Scenario LigureFigura 1 - mappa con i livelli di allerta ai Forecast Point (triangoli) per lo scenario INGV-CENALT di magnitudo 6.9 del 5 novembre 2026; la stella viola indica la posizione dell’epicentro, i colori associati ai triangoli indicano i 3 livelli di allerta tsunami.

NEAMWave26 Figura 2 Scenario IonioFigura 2 - mappa con i livelli di allerta ai Forecast Point (triangoli) per lo scenario INGV-NOA di magnitudo 7.9 dell’11 novembre 2026; la stella viola indica la posizione dell’epicentro, i colori associati ai triangoli indicano i 3 livelli di allerta tsunami.

Nei giorni 5 e 11 novembre 2026 si terrà l’esercitazione NEAMWave26, che vede coinvolti il Centro Allerta Tsunami dell’INGV (CAT-INGV), accreditato come Tsunami Service Provider (TSP) per il Mar Mediterraneo e gli altri TSP della regione NEAM (Atlantico nord-orientale, mar Mediterraneo e mari connessi).

L'avvio dell'esercitazione coincide con il 5 novembre, data in cui si celebra la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sugli Tsunami (WTAD 2026 - World Tsunami Awareness Day). 

Questa ricorrenza rappresenta un'importante occasione per promuovere la cultura della prevenzione e della consapevolezza riguardo al rischio tsunami, offrendo alle comunità costiere l'opportunità di testare e migliorare la propria capacità di risposta in caso di emergenza.

Due scenari di test per NEAMWave26

Il CAT-INGV ha collaborato con il CENALT, il TSP francese che opera nel Mar Mediterraneo occidentale e nell’Oceano Atlantico settentrionale, e con il NOA, il TSP greco che opera nel Mar Mediterraneo orientale. Sono stati predisposti due distinti scenari di eventi sismici potenzialmente tsunamigenici nel bacino del Mediterraneo: 

  1. 5 novembre 2026 (Scenario congiunto INGV–CENALT): simulazione di un terremoto di magnitudo 6.9 con epicentro nel Mar Ligure (Figura 1);
  2. 11 novembre 2026 (Scenario congiunto INGV–NOA): Simulazione di un forte terremoto di magnitudo 7.9 con epicentro al largo della costa meridionale del Peloponneso (Grecia, Figura 2).

Entrambi gli scenari produrranno allerte sulle coste italiane, simulate utilizzando il metodo appena introdotto dal CAT-INGV detto “Probabilistic Tsunami Forecasting” (PTF). 

Inoltre, lo scenario dell’11 novembre, coinvolgerà i comuni costieri impegnati nel programma internazionale UNESCO “Tsunami Ready”.

Il PTF alla base dell’esercitazione

L’esercitazione di quest’anno rappresenta un’importante occasione, oltre che per cercare di aumentare la consapevolezza riguardo al rischio tsunami, anche per dimostrare, in un contesto esercitativo, il funzionamento di una significativa innovazione metodologica da poco integrata nelle procedure operative del CAT-INGV. 

Dal 5 ottobre 2026, infatti, il CAT-INGV ha adottato il PTF, un approccio probabilistico alla previsione degli tsunami che ha sostituito la tradizionale e meno accurata matrice decisionale, tuttora utilizzata dagli altri TSP del Mediterraneo.

Cos'è il PTF?

Nei minuti successivi a un forte terremoto in mare o vicino alla costa, il PTF consente di stimare la probabilità che l’intensità dello tsunami superi determinate soglie in punti predefiniti lungo le coste del Mar Mediterraneo. Il PTF consente di integrare le prime informazioni riguardo all’evento sismico appena registrato con le conoscenze sismotettoniche pregresse dell’area in cui si è verificato il terremoto, ottenendo così stime in principio più accurate di quelle che si potevano ottenere con la matrice decisionale precedentemente in uso.

I valori probabilistici stimati dalla PTF vengono convertiti nei consueti livelli di allerta definiti dall'UNESCO/NEAMTWS:

  • Advisory (Arancione): altezze d’onda inferiori a 0,5 metri a ridosso della costa (associabile a un'inondazione o run-up inferiore a 1 metro nell'entroterra immediato)
  • Watch (Rosso):altezze d’onda superiori a 0,5 metri a ridosso della costa (associabile a un'inondazione o run-up superiore a 1 metro nell'entroterra immediato).

Per garantire il massimo livello di tutela della popolazione, il Dipartimento della Protezione Civile, con il supporto della Sezione Maremoti della Commissione Grandi Rischi, ha stabilito di adottare un criterio particolarmente cautelativo, basato sul 98° percentile della distribuzione di probabilità. Una scelta prudenziale che tiene conto delle grandi incertezze dovute alla necessità di emanare un messaggio di allerta nel minor tempo possibile, anche con informazioni incomplete, per garantire alla popolazione il maggior tempo possibile per proteggersi. 

Per questa ragione, è lecito aspettarsi che per eventi reali accadrà, come per l’evento dello scorso 23 ottobre, che l’allerta sia poi cancellata senza che nessuno tsunami significativo si sia verificato; d’altro canto, una scelta conservativa permette anche di essere in grado di non sottostimare nella maggior parte dei casi un’allerta quando sia stato effettivamente generato uno tsunami.

Il terremoto nel Tirreno del 23 ottobre 2026: il PTF nella gestione di un evento reale

A poco meno di un mese dalla sua introduzione, il PTF ha già trovato applicazione in un contesto reale quando, il 23 ottobre 2026, si è verificato nel Mar Tirreno, in prossimità delle Isole Eolie, un terremoto di magnitudo Mwp 5.7 (Mwp è il tipo di stimatore della magnitudo utilizzato dal CAT-INGV, utilizzando altri stimatori l’INGV ha pubblicato una magnitudo momento pari a 5.5). 

Seguendo il criterio prudenziale del 98° percentile, il CAT-INGV ha inviato tempestivamente al Dipartimento della Protezione Civile un messaggio di allerta Advisory per l’Isola di Ustica, le Isole Eolie e alcuni tratti della costa settentrionale della Sicilia (Palermo, Cefalù, Sant’Agata di Militello e Milazzo). L’allerta è stata poi revocata dopo circa un’ora, una volta verificato che i dati trasmessi dalle stazioni di monitoraggio del livello del mare nella zona non permettevano di rilevare anomalie significative del livello del mare.

NEAMWave26 offrirà un’ulteriore occasione per migliorare le procedure operative e rafforzare la collaborazione tra comunità scientifica, Protezione Civile e amministrazioni costiere, contribuendo a rendere la gestione del rischio tsunami sempre più tempestiva ed efficace.

Il ruolo in NEAMWave26 dei Comuni italiani coinvolti nel programma UNESCO Tsunami Ready

Il programma Tsunami Ready prevede che le comunità costiere in tutto il mondo seguano un percorso strutturato per adottare delle misure minime necessarie alla riduzione del rischio tsunami. Al raggiungimento degli obiettivi prefissati, la Commissione Oceanografica dell’UNESCO conferisce il riconoscimento “Tsunami Ready” alla comunità che ne ha fatto richiesta. Il riconoscimento dura 4 anni dopodiché può essere rinnovato ripetendo la procedura.

In continuità con le esperienze delle precedenti edizioni, tra cui quella del Comune di Minturno nel 2023, l’11 novembre, in occasione dello scenario relativo al terremoto in Grecia, l’esercitazione coinvolgerà attivamente non solo le amministrazioni locali già riconosciute Tsunami Ready, ma anche quelle attualmente impegnate nel percorso di riconoscimento.

In NEAMWave26, i comuni partecipanti saranno chiamati a verificare, in primo luogo, la corretta ricezione dei messaggi di allerta e il funzionamento dei canali di comunicazione. Alcuni di essi amplieranno la propria partecipazione attraverso la simulazione di ulteriori attività, tra cui:

  • L'attivazione delle procedure previste dai piani comunali di protezione civile. 
  • La catena di allertamento successiva alla ricezione del messaggio con la comunicazione alla popolazione locale. 
  • Manovre ed evacuazioni sul campo verso aree sicure, coinvolgendo scuole, residenti e operatori del territorio. 

I Comuni coinvolti l’11 novembre saranno Gaeta (LT), Minturno (LT), Palmi (RC), Villa S. Giovanni (RC), Messina.