Gaeta 2 Evacuazione Verticale Scuola Mazzini ReadyGaeta 1 Evacuazione Verticale Scuola Mazzini ReadyGaeta 3 Panorama Evacuazione Verticale Scuola Mazzini Ready Alcuni momenti dell'evacuazione verticale presso la scuola Giuseppe Mazzini di Gaeta (10.03.26) e una panoramica scattata dal terrazzo della scuola.

  Giappone Tsunami 2011 Scuola Nakahama Museo 3Giappone Tsunami 2011 Scuola Nakahama Museo 2Giappone Tsunami 2011 Scuola Nakahama Museo 1Giappone Tsunami 2011 Scuola Nakahama Museo 4Scuola elementare di Nakahama (Giappone, prefettura di Miyagi). Alcune immagini scattate durante una visita al museo memoriale del grande terremoto e tsunami del Giappone Orientale del marzo 2011. Il sottotetto della scuola (ultima immagine) ha ospitato per alcune notti gli studenti, i professori e alcuni abitanti del villaggio vicino prima che sopraggiungessero i soccorsi. 

Ieri, 10 marzo 2026, la scuola dell’infanzia e primaria “Giuseppe Mazzini” di Gaeta (LT) ha svolto un’esercitazione per rischio maremoto che ha previsto una evacuazione verticale dell’edificio scolastico. L’attività ha coinvolto alunne e alunni, insegnanti e personale scolastico e ha simulato l’attivazione delle procedure previste in caso di allerta tsunami. Seguendo il piano di emergenza, le classi sono state accompagnate in modo ordinato ai piani superiori dell’edificio, individuati come aree sicure in caso di possibile maremoto. Per i bambini si è trattato di un momento utile per familiarizzare con i comportamenti da adottare in caso di emergenza.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal Comune di Gaeta nell’ambito del programma Tsunami Ready, al quale l’amministrazione ha recentemente aderito. Il programma prevede il raggiungimento di 12 indicatori relativi alla preparazione delle comunità costiere, tra cui pianificazione dell’emergenza, sviluppo dei sistemi di allertamento, informazione alla popolazione ed esercitazioni periodiche. Con questa adesione, Gaeta è il secondo comune del Lazio a partecipare al programma.

L’esercitazione si collega anche alla ricorrenza di oggi, 11 marzo 2026, anniversario del grande terremoto dell’Est del Giappone del 2011. Il sisma, di magnitudo 9.0, avvenne al largo della costa nord-orientale del Giappone e generò uno tsunami che colpì in modo particolare la regione del Tohoku, interessando soprattutto le prefetture di Miyagi, Iwate e Fukushima.

L’esperienza giapponese ha evidenziato quanto la conoscenza del territorio e dei suoi rischi sia fondamentale per ridurre gli effetti di eventi naturali come gli tsunami che hanno una frequenza di accadimento relativamente bassa ma possono avere impatti estremi sulle persone e sui manufatti. Riconoscere i segnali che possono precedere uno tsunami – come un forte terremoto o un improvviso ritiro del mare – e sapere come comportarsi può fare la differenza.

Un esempio significativo riguarda la Nakahama Elementary School, nella prefettura di Miyagi (link video YouTube), situata a circa 400 metri dalla costa. Dopo il terremoto dell’11 marzo 2011, circa 90 persone, tra studenti e residenti che si erano rifugiati nella scuola, si trovavano all’interno dell’edificio. Dopo la percezione del forte terremoto e l’attivazione dei sistemi di allerta tsunami, il dirigente scolastico decise di far evacuare tutti sul tetto della struttura, invece di spostare il gruppo verso un punto di raccolta più lontano.

Lo tsunami raggiunse quasi il soffitto del secondo piano dell’edificio e la scuola rimase circondata dall’acqua, ma tutte le persone presenti sul tetto si salvarono. L’edificio della Nakahama Elementary School è stato successivamente conservato come memoriale del terremoto e dello tsunami, mantenendo visibili i segni lasciati dall’evento. Nella scorsa primavera abbiamo avuto modo di visitare il sito che oggi rappresenta uno spazio dedicato alla memoria e all’educazione alla prevenzione dei disastri, dove visitatori e studenti possono conoscere quanto accaduto e riflettere sull’importanza della preparazione e della consapevolezza del rischio.

Iniziative come l’esercitazione svolta a Gaeta vanno nella stessa direzione: promuovere la conoscenza dei rischi territoriali e delle corrette procedure da applicare in caso di necessità, a partire proprio dalle scuole.