Amorgos 1956 Tsunami Grecia
Ricorrono oggi i 70 anni dal terremoto e dallo tsunami che il 9 luglio 1956 colpirono Amorgos, le Cicladi e ampie aree del mar Egeo. Fu uno degli eventi più gravi della Grecia del Novecento: la scossa avvenne alle 05:11 ora locale e fu seguita da onde che raggiunsero molte coste della Grecia e della Turchia.

 

Lo tsunami raggiunse run-up (altezze d’onda raggiunte sulla costa) che in alcune località costiere toccarono i 20 metri. L'isola più colpita fu Amorgos, la più orientale delle Cicladi, dove le onde provocarono danni ingenti.

Un nuovo studio pubblicato dai ricercatori dell'Osservatorio Nazionale di Atene (NOA), ha fornito nuovi dettagli sulla faglia di Amorgos (Kalligeris et al., 2025). La ricerca indica che il terremoto avrebbe spostato il fondale marino lungo la faglia in modo molto più marcato di quanto ipotizzato in passato.

Secondo lo studio, questo movimento del fondale fu probabilmente la causa principale dello tsunami del 1956. In precedenza, una parte importante delle onde era stata attribuita a frane sottomarine innescate dalla scossa mentre, i nuovi calcoli, mostrano che lo spostamento del fondale può spiegare gran parte delle altezze osservate lungo le coste, con possibili effetti locali legati a frane in alcune zone.

Nel 2003 furono raccolte alcune testimonianze dirette, poi pubblicate nello studio di Okal et al. del 2009. Tra queste c’erano quelle di due pastori in pensione che, il giorno del terremoto e dello tsunami, si trovavano a Mouros, sull’isola di Amorgos. I due uomini, che all’epoca avevano 33 e 18 anni, raccontarono dettagliatamente l’evento: “pochi minuti dopo la scossa, il mare si ritirò in modo drammatico, lasciando il fondale scoperto, per poi tornare con violenza inaudita”. Proprio nella località di Mouros, infatti, furono registrati alcuni dei run-up più elevati, con onde che superarono i 20 metri di altezza.

Il terremoto e lo tsunami causarono 53 vittime accertate, oltre 100 feriti e danni estesi a case, porti, strade e attività costiere. Santorini, vicina all'area dell'evento, subì crolli diffusi e gravi danni agli abitati.

A 70 anni di distanza, l'anniversario richiama l'attenzione sulla importanza del mantenimento della memoria storica di eventi che potrebbero accadere nuovamente, in un contesto – oggi – maggiormente esposto alla presenza umana e alle attività antropiche.