Il 28 e 29 maggio si è tenuto presso la sede dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) a Roma il training meeting del progetto NEAM-Commitment, finanziato dalla Direzione Generale per la Protezione Civile e le Operazioni di Aiuto Umanitario Europee (DG-ECHO) per mitigare il rischio tsunami nell'area Euro-Mediterranea (NEAMTWS). Tra i partecipanti erano presenti ISPRA in qualità di organizzatore dell'evento, l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), il NOA della Grecia, l'IHC della Spagna e il BSH di Cipro. A questi si sono aggiunti rappresentanti del Dipartimento di Protezione Civile italiano che, insieme a ISPRA e INGV, hanno illustrato il modello di pianificazione costiera adottato in Italia, partendo dalla valutazione della pericolosità da tsunami fino alla realizzazione delle mappe d'inondazione sulla base delle scelte politiche adottate.
All'evento hanno preso parte anche autorità nazionali della protezione civile spagnola. Particolarmente significativa è stata la partecipazione, per la prima volta in relazione a questo specifico rischio, di un rappresentante del Libano, paese ad alto rischio tsunami che, pur non facendo parte del consorzio, ha aderito con l'obiettivo di sviluppare mappe d'inondazione basate sulla metodologia proposta dal progetto NEAM-COMMITMENT.
Le due giornate di lavoro hanno incluso sessioni tecniche con esercitazioni pratiche sull'utilizzo e la condivisione del software e degli strumenti utilizzati per la definizione delle aree di inondazione da tsunami per le coste italiane. Sono stati inoltre analizzati alcuni casi studio italiani per rispondere alle eventuali criticità riscontrate nell'applicazione della metodologia ai diversi contesti di Grecia, Spagna, Cipro e Libano.
Il trasferimento di conoscenze realizzato durante questo workshop contribuirà a sviluppare una pianificazione costiera condivisa tra i paesi partecipanti. Inoltre, grazie alle linee guida elaborate dal progetto, sarà possibile estendere questo modello anche ad altri paesi dell'area NEAM, rafforzando così la cooperazione regionale nella gestione del rischio tsunami.
