Un importante passo avanti per la mitigazione del rischio tsunami sulle nostre coste è stato compiuto grazie alla deposizione nel Mare Ionio di due boe di mare profondo che rilevano l’arrivo in tempo reale di onde anomale. Si tratta delle prime boe per il monitoraggio degli tsunami nel Mar Mediterraneo. La campagna di deposizione si è svolta dal 9 al 17 settembre 2025 a cura del Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), nell’ambito del Progetto MEET “Monitoring Earth's Evolution and Tectonics”, finanziato dal PNRR.
L’operazione è stata condotta a bordo della nave Christos LVII, partita da Sagunto, in Spagna, e ha visto la partecipazione di tre tecnologi dell’INGV (Antonio Costanza, Andrea Di Benedetto e Francesco Macaluso), oltre all’equipaggio della nave e della Mediterráneo Señales Marítimas (MSM), società spagnola costruttrice delle boe.
Per migliorare il sistema di allerta tsunami e renderlo più veloce ed efficace, da tempo un team di ricercatori e tecnologi dell’INGV è impegnato nello studio degli tsunami e delle tecniche di monitoraggio marino. Si inseriscono in questo percorso la progettazione, la realizzazione e la campagna di deposizione delle prime due boe di mare profondo al largo del Mar Ionio. La prima è stata posizionata a circa 100 km a est della costa orientale della Sicilia ad una profondità di ca. 3200 m, mentre la seconda a circa 100 km a est della Calabria ad una profondità di ca. 2600 m. Entrambe le boe si trovano a circa 100 km di distanza dalla costa e sono state posizionate in punti strategici, individuati in seguito ad uno studio che tiene conto della pericolosità associata agli tsunami nell’area, la modellazione numerica di ca. 200k scenari di tsunami e il tempo che intercorre tra l’occorrenza di un ipotetico evento sismico e l’osservazione in un punto dello tsunami eventualmente generato.
Le boe deposte ricevono i dati dai sensori tramite un link acustico e li trasmettono via satellite al Centro Allerta Tsunami dell’INGV. I sensori di pressione assoluta sono in grado di rilevare variazioni dell’altezza della colonna d’acqua soprastante di qualche centimetro, riuscendo a discriminare tra onde dovute al vento, maree e onde di possibili tsunami. In caso di tsunami, i sensori di pressione iniziano a trasmettere i dati con una maggiore frequenza, per permettere una misurazione fedele delle onde di tsunami, aiutando il “forecasting” in tempo reale e permettendo di ridurre il tempo necessario a confermare l’imminente arrivo di uno tsunami sulle nostre coste, o a cancellare l'allerta. Prima dell'integrazione nel sistema di monitoraggio del Centro Allerta Tsunami dell’INGV, i dati saranno sottoposti a una fase preliminare di test e verifica, finalizzata a garantirne l'affidabilità.




