Tempo di percorrenza dello tsunami, in ore, per un terremoto originato al largo della penisola di Kamchatka. Fonte: NOAA
Registrazioni dello tsunami ai mareografi del Giappone (Japan Meterorological Agency). L'icona di colore rosso contraddistingue la misurazione effettuata alle ore 13:53 (JST) al marografo di Kujiko ove lo tsunami ha raggiunto un run-up di 1.3m.
Registrazione in corso al mareografo di Crescent City ove sono tutt'ora rilevate anomalie significative del livello del mare. Sito Intergovernmental Oceanographic Commission (https://www.ioc-sealevelmonitoring.org).
Borchure informativa per i cittadini di Crescent City, città suscettibile agli tsunami.
Un terremoto di magnitudo Mwpd 8.6 (Mw 8.8 – USGS) è stato localizzato dalla Sala Operativa INGV-Roma alle ore 01:24 italiane del 30 luglio 2025 (29-07-2025 23:24:50 ora UTC e 30-07-2025 11:24:50 ora locale) al largo della costa della Penisola della Kamchatka (Petropavlovsk-Kamchatsky) in Russia.
Terremoti con queste caratteristiche e magnitudo avvengono tipicamente in zone di subduzione. Nello specifico, il terremoto odierno è avvenuto nella zona di subduzione sismicamente attiva delle Curili-Kamchatka, dove la placca del Pacifico subduce verso nord-ovest al di sotto della placca nordamericana. In questa regione, la placca del Pacifico si muove verso nord-ovest a una velocità di circa 80 mm/anno, rendendola uno dei margini convergenti più veloci del mondo. (Ulteriori approfondimenti sul terremoto sono su INGVterremoti).
Terremoti con queste caratteristiche sono fortemente tsunamigenici, capaci cioè di innescare maremoti di notevole entità e di provocare effetti catastrofici anche a grandi distanze, generando i cosiddetti tsunami transoceanici. L'energia rilasciata dal sisma, infatti, viene trasferita all'intera colonna d'acqua che sovrasta la faglia. È poi la forza di gravità che, agendo per riequilibrare la superficie del mare, propaga questa energia cinetica in ogni direzione sotto forma di onde di tsunami (treni di onde composti da più di un'onda in cui non è detto che la prima onda sia la più energica).
Circa dieci minuti dopo il terremoto, il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC) ha diramato allerte tsunami per tutti i Paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico (Hawaii, Alaska, Canada, USA costa occidentale, Filippine, Taiwan, Corea del Sud, Indonesia, Nuova Zelanda, Perù, Cile, Ecuador e altri).
Le allerte sono state basate sulla stima delle possibili altezze delle onde e sui tempi di arrivo teorici ai siti in cui sono posizionati i mareografi, strumenti che misurano la variazione del livello del mare nei porti. Grazie alle Boe di Alto Mare (Boe D.A.R.T.), diffusamente installate nell'Oceano Pacifico anche relativamente vicino all'epicentro del sisma odierno, avviene il monitoraggio tempestivo delle anomalie del livello del mare e, di conseguenza, l'allerta può essere confermata, rimodulata e/o revocata (non è il caso odierno). I dati dei mareografi e delle Boe D.A.R.T. sono costantemente monitorati dal PTWC e dai Tsunami Service Providers regionali e locali e accessibili attraverso lo strumento messo a disposizione dall'UNESCO-IOC.
Anche la Japan Meteorological Agency ha diramato l’allerta per le coste del Giappone. Le coste della Russia nelle vicinanze del terremoto sono state colpite da onde di qualche metro. In Giappone sono state disposte diverse evacuazioni preventive, anche a Fukushima, il sito nel quale si era verificato l’incidente nucleare in conseguenza dello tsunami del 2011. Fonti Giapponesi riportano il decesso di una persona, attribuito allo tsunami. Le onde in Giappone hanno raggiunto run-up di oltre un metro nella prefettura di Iwate.
Onde tra 2 e 3 metri hanno colpito le Hawaii, dove lo tsunami è ancora in corso. Da qualche ora le onde di tsunami hanno raggiunto le coste della California con run-up di oltre 1 metro.
Queste variazioni sono particolarmente osservabili al mareografo di Crescent City, città altamente suscettibile agli tsunami.
Il Municipio della città californiana ha redatto una brochure in cui fornisce alcune informazioni utili alla cittadinanza:
"Crescent City è suscettibile agli tsunami a causa di una dorsale sottomarina, situata appena al largo della costa, conosciuta come la Zona di Frattura di Mendocino, che incanala gli tsunami in acque più profonde dove acquistano velocità prima di colpire Crescent City. Quarantuno tsunami sono stati osservati o registrati da quando il primo mareografo fu installato a Crescent City nel 1933. La tradizione orale dei popoli nativi locali, le prove geologiche e le testimonianze scritte di popolazioni di altre aree del Bacino del Pacifico suggeriscono che gli tsunami hanno flagellato questa costa per secoli."