Il 27 maggio 2020 è stato pubblicato sulla rivista Geosciences, uno studio multidisciplinare che ha consentito il riconoscimento di un deposito sedimentario appartenente a un maremoto storico (Sansò et al., 2020). Grazie anche all’uso di tecnologie d’avanguardia come il Ground Penetrating Radar (GPR) e l’Accelerator Mass Spectrometry (AMS), gli Autori hanno potuto datare alcuni depositi sabbiosi nella Puglia meridionale, attribuiti a un’inondazione improvvisa causata da uno tsunami.
I risultati dell’analisi condotta lungo il tratto di costa pugliese tra il sito di La Strea (comune di Porto Cesareo) e il sito de L’Arenile (comune di Nardò) sono stati confrontati con i cataloghi storici dei terremoti e degli tsunami, portando gli autori dello studio a ipotizzare che l’evento tsunamigenico sia stato il terremoto del 25 Aprile 1836 con epicentro vicino Rossano, sulla costa della Calabria Ionica.
Lo studio di questi depositi è molto importante per la ricostruzione dei maremoti del passato, poiché integra e corrobora i dati storici, spesso limitati, portando a migliorare la conoscenza della pericolosità da tsunami nel mar Mediterraneo e in Italia.
Sansò, P.; Calcagnile, L.; Fago, P.; Mazzotta, S.; Negri, S.; Quarta, G.; Romagnoli, C.; Vitale, A.; Mastronuzzi, G. Sand Ridges on Rocky Coastal Platforms as Markers of Tsunami Impact: A Multi-Disciplinary Analysis along the Ionian Coast of Southern Apulia (Italy). Geosciences 2020, 10, 204. https://www.mdpi.com/2076-3263/10/6/204
